Leggere Lolita a Teheran – PREVIEW

– Anteprima del libro di Azar Nafisi – Una delle regole che ho cercato di darmi nell’alimentare questo blog è quella di aver concluso un libro prima di recensirlo. Be’ ogni regola ha le sue eccezioni – basta non abusarne. Questa è una di quelle eccezioni. Non è mia intenzione, in questo post, parlare in generale di: “Leggere Lolita a Teheran” – libro che non ho ancora concluso ma che ritengo bellissimo. Voglio solo riportarvi un frammento che mi ha colpito come un pugno allo stomaco. Bisogna, però, che vi anticipi un minimo di contesto (perdonatemi inesattezze storiche e letterarie, dovute alla brevità). Iniziamo a dire che il libro racconta fatti veri: Azar Nafisi è professoressa di letteratura straniera all’università di Teheran. Dopo circa 10 anni, alcune studentesse si fanno nuovamente vive con la prof. Siamo in pieno regime khomeyniano. Un semplice fatto: le donne sono obbligate a portare il velo (apro una parentesi: in quel contesto il velo era diventato un simbolo politico, e l’autrice ce lo spiega bene nel libro). Una studentessa di Azar, dopo 10 anni, si fa presente all’università dove insegna la Nafisi. E’ completamente cambiata: lo si vede sia dall’abbigliamento (completamente in contrasto con quello di 10 anni prima) che dagli occhi tristi e remissivi. Ha passato alcuni anni in prigione, perché considerata troppo…”donna”? dall’attuale regime. Parlano nell’ufficio della professoressa. La ragazza racconta di aver incontrato Razieh, altra studentessa di Azar, in carcere. “Razieh mi ha parlato dei suoi corsi su James e Hemingway, e io le ho raccontato […]

Gli occhi di un bambino ebreo (Mario Giro)

Storia di Merzoug terrorista pentito E’ la storia – vera – di un giovane algerino cresciuto in Francia che si trasforma in (quasi) terrorista a causa di una serie di eventi. Ma quando sta per compiere il suo atto di terrore qualcosa lo blocca e scarica il caricatore del suo Uzi non sulla gente ma su un muro poco distante. E’ Mario Giro che racconta la storia, non Hamel Merzoug. Con stile giornalistico ricostruisce la vicenda a partire dalla nascita in Algeria, al trasferimento in Francia, dove cresce in povertà e considerato (come gli altri immigrati) come non facente parte della popolazione francese. Non è il caso di descrivere, in questo post, l’adolescenza e la giovinezza di Merzoug: lo ha fatto bene l’autore nel libro. Racconta degli scontri sociali a Parigi fra i poveri immigrati ed una società non molto aperta, dell’incontro con i “reclutatori”, fino all’accettazione – da parte di Merzoug – della “missione” affidatagli: colpire persone di origine ebraica in Marocco. Mario Giro cerca di descrivere la situazione sociale in cui viveva Merzoug, non per discolparlo delle sue responsabilità, ma per farci comprendere in che stati d’animo si trovasse il protagonista. Ciò aiuta a comprendere alcuni pensieri di Merzoug, non per approvarli ma per comprendere quello che passava nella testa di Hamel. Si riesce, per esempio, a capire come sia facile per certi soggetti sfruttare le condizioni sociali per spingere alcuni giovani all’odio di altre etnie. In particolare a Merzoug hanno sempre fatto credere che la colpa di tutto derivi dagli Ebrei […]

The complete Peanuts (1950-1958)

Dal “Good ‘ol Charlie Brown” al Charlie Brown “Wishy-Washy”… Ho finito ieri di scorrere i primi otto anni delle strip disegnate da Shultz (vedi il mio precedente articolo), e devo confermare ancora una volta la mia felicità dell’acquisto fatto. Sì: sono proprio contento di questa prima parte della raccolta e, come avevo programmato, la seguirò fino al completamento. E’ bello vedere l’evoluzione dei personaggi, sia nello stile grafico sia nella psicologia. Il primo Charlie Brown (ma anche gli altri personaggi “nati” nel 1950) aveva la testa ovale (più larga che lunga), un pizzico di sicumera in più e faceva anche qualche dispetto. Certo: c’erano già i presupposti per il carattere che tutti gli appassionati conoscono, cioè il Cahrlie Brown Tira e Molla (in inglese “wishy washy)”, indeciso, insicuro, a cui vanno tutte storte. Ma questi elementi verranno fuori, più prepotentemente, ad iniziare dal 1952. E soprattutto questi tratti di carattere inizieranno ad acuirsi via via che i caratteri di Lucy (che entra in gioco appunto nel 1952) e Linus (più tardi) entrano in gioco. E poi c’è Snoopy. Se all’inizio era un cane vivace e allegro, via via lo si scopre sempre più imitatore, pensante, ballerino… si trasforma in serpente (almeno fino a quando non scopre di aver paura dei serpenti), in avvoltoio, in pinguino (è la prima serie di vignette in cui Snoopy sta sempre in piedi). Il nasone che si accorcia, le zampe che si fanno più definite, fino ad arrivare, verso la fine del 1958, nella forma generalmente più conosciuta e […]

The complete Peanuts

“Good ol’ Charlie Brown” & company: la raccolta completa di strip disegnate da Shultz Ebbene sì: mi son lasciato prendere da una mezza follia. Diciamo che ho sfruttato la scusa di Natale per regalarmi qualcosa. Si tratta dei primi 4 volumi della raccolata “Complete Peanuts” (la versione originale, in inglese). Chi sono i Peanuts? Mi sembra impossibile che qualcuno non ne abbia mai sentito parlare (sarebbero un po’ come i rari personaggi a cui non piace la nutella), ma per rispetto a coloro accennerò che si tratta di Charlie Brown, Lucy, Sally, Linus e, ovviamente, Snoopy. La raccolta sembra sia iniziata in accordo con Shultz, il disegnatore delle strisce, e comprende anche le primissime vignette (appunto, gli anni 1950-1952), anche se l’autore non era mai stato molto propenso a pubblicarle. I personaggi, infatti, sono molto diversi (sia come stile di disegno che come carattere dei personaggi). Tanto per fare un esempio, Charlie Brown non indossa subito la sua solita maglietta ed ha un carattere più scherzoso e meno intimista. Ci sono una serie di personaggi che non si ritroveranno, poi, nelle vignette più recente. La raccolta, ovviamente, è in produzione. Per ora ne sono stati pubblicati solo i primi 8 (di 25) volumi. Ed io mi sono limitato ad acquistare i primi 4 volumi. Stiamo parlando della versione originale in inglese (la traduzione in italiano è indietro di 2 volumi). I volumi coprono, rispettivamente, gli anni 1950-52, 1953-54, 1955-56 e 1957-58. L’ultimo volume che verrà prodotto (anni 1999-2000) è previsto in […]

Lettera a Berlino (Ian McEwan)

La storia di un uomo e delle sue pesanti valigie. Berlino, in piena guerra fredda. E freddo è anche il clima che Leonard Marnhaim trova al suo arrivo in città. La seconda guerra mondiale è finita da poco: in Leonard si mescolano la tristezza della distruzione e l’entusiasmo del conquistatore. E’ inglese, Leonard. Giovane. Esperto in elettronica, ma poco esperto di donne e di vita. E’ stato mandato lì per collaborare ad un progetto di spionaggio – l’ “operazione oro”, realmente esistita, e che ha ispirato l’autore del romanzo. La sua freschezza – e un po’ l’ingenuità – attirano lo sguardo di Maria, una bella donna tedesca, appena più vecchia di Leonard, ma che ha già alle spalle un matrimonio fallito. Nasce l’amore: un amore che si trasforma nel passare del tempo. Un amore che trasforma Leonard. Un amore che Leonard crede di conoscere bene ma che lo porta a compiere alcune sciocchezze con Maria. Fatti che portano ad una divisione dei due, ma che spingono Leonard a ripensare alla cosa e a comprendere che aveva sbagliato. E’ difficile tornare insieme. Per Maria specialmente, che aveva vissuto le stesse crudeltà con l’ex marito e che sperava di trovare in Leonard qualcuno con cui dimenticare il passato. E invece Leonard l’ha colpita con la stessa crudeltà. Ma l’inglese sembra essersi veramente pentito: inizia così un nuovo rapporto, meno morboso e più aperto agli altri. Una nuova fase di quell’amore provato in precedenza ed ora, forse, maturato. Sullo sfondo il lavoro di Leonard, di cui Maria non saprà niente […]

stRRRippit : comic strip italiane

Raccolta di strip (fumetti) italiane Il mondo dei fumetti mi affascina – anche se non è quello che prediligo. Però ogni tanto mi piace far euna escursione nel mondo delle strip, cioè di quei fumetti nati e pensati, principalmente, per essere “strisce” da inserire nella pagina umoristica dei giornali. Fatte spesso solamente con 4 vignette, dai tratti precisi ma non elaborati, in bianco e nero e chiuse da una battuta sagace: mi convinco sempre più che si tratta di una sofisticata forma di comunicazione. La casa editrice GRRRzetic (ci vorrebbe un “hacek” – un accento circonflesso inverso – sulla zeta, ma mi faceva fatica cercarlo) per missione raccoglie le strip di autori italiani. Lo potremo definire un mercato di nicchia, una cosa da pochi appassionati  – ma successi come quello di Lucca Comics ci smentirebbero – ma si tratta di un lavoro molto importante perché da la possibilità a molti autori di non rimanere nell’ignoto. Probabilmente pochi di loro si ritroveranno ad avere la stessa fama di autori famosi, però intanto tanti autori possono dedicare tempo e risorse alla loro passione. Sono una dozzina gli autori delle strip. Per ogni autore sono state scelte una serie di strip abbastanza rappresentative: ogni mini-raccolta è introdotta da una breve spiegazione (come nasce la strip, piccola biografia dell’autore, e qualche volta anche dei personaggi). Il mio parere? Sicuramente è soggettivo: alcune strip mi sono piaciute, altre meno. Ma questo dipende, appunto, dai gusti personali. Ma ritengo che il valore di questa raccolta di strip vada […]

Tom Clancy Splinter Cell : Polonio 210 (David Michaels)

I soliti terroristi cattivissimi sconfitti dal solito eroe Diciamolo subito, la storia – come in tutti libri della serie – non è particolarmente originale: cambiano alcuni protagonisti, alcuni dettagli, ma si tratta sempre della stessa trama. Per chi non fosse appassionato di libri di Tom Clancy riepilogo brevemente cosa è Splinter Cell. Agenti super-speciali che lavorano (ognuno per conto proprio) per una spin-off dell’NSA (National Security Agency) statunitense: Third Echelon (agenzia super segretissima e super tecnologica). Sam Fisher è il primo e miglior agente, con addestramento prettamente militare (era un navy SEAL). Praticamente Splinter Cell è una serie di romanzi nati da un’idea di Tom Clancy ma attualmente sviluppati anche da altri autori: questo romanzo in particolare è scritto da David Michaels. Struttura e stile del racconto sono molto simili a quelli di Tom Clancy. Ma Splinter Cell è anche un video game basato, appunto, sulle missioni di Third Echelon ed in cui il giocatore interpreta Sam Fisher. La mia sensazione è che questi romanzi nascano insieme alla (o addirittura come) sceneggiatura dei vari videogiochi della serie. Schematizzare la trama di tutti i romanzi della serie è semplice: un evento scatena una indagine. L’agente Sam Fisher segue una serie di indizi intrufolandosi in vari luoghi e sfruttando la sua abilità di non farsi notare, oltre al suo equipaggiamneto super tecnologico. Ogni indizio porta ad un altro finché non si risolve il caso e tutto finisce bene. In particolare, in questo romanzo, Sam Fisher vede morire il suo fratellastro Peter a […]

Di sogni e d’amore (Roberto Vecchioni)

Poesie 1960-1964 Che Roberto Vecchioni mi piacesse come scrittore lo avrete capito se avete letto i miei precedenti post… Che trepidassi, allora, nell’attesa di questo libro vi risulterà ovvio. E’ uscito da poco, e appena uscito l’ho acquisato. Si tratta di poesie che Vecchioni ha scritto fra il 1960 ed il 1964, in un momento un po’ di crisi (da quello che si evince nelle intrduzioni). Roberto stesso ha detto che il libro è stato un po’ una sorpresa: la madre ha conservato queste poesie a sua insaputa, e un amico (non ho capito bene se è lo stesso editore: Frassinelli) le ha raccolte ed ha fatto uscire il libro praticamente insieme all’ultimo album del cantautore (Di rabbia e di stelle – già acquistato anche quello). Sulle poesie non me la sento di esprimermi: non sono un esperto. Posso però dirvi che mi emozionano. Ma vi confesso anche che ciò accade un po’ con tutte le poesie che mi capita di leggere. Certo: sono un po’ influenzato dalle canzoni di Vecchioni (che considero poesie), soprattutto dalle immagini che riesce ad esprimere con poche parole – come se in poche pennellate riuscisse a dipingere un quadro complesso. Non vi dico, quindi: “questa poesia è bella, quest’altra è brutta”. Non ho le competenze per farlo. Però a me piacciono. Non ho ancora finito il libro: me lo gusterò con calma. Per questo ho preferito scrivere adesso il post, ancora col libro a metà. Continuerò a leggerlo piano piano… una poesia o due ogni tanto, quando mi sento nello spirito […]

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