Manituana (Wu Ming)

Storia di un popolo che se ne va e di un altro che viene. E’ strano: aspettavo Manituana da tempo. L’ho letto quasi tutto d’un fiato. Eppure ci ho messo quasi 2 mesi per decidermi a scrivere questo post. Ma non perché il romanzo non ne valga la pena (anzi: è uno degli ultimi che più mi è piaciuto). E’ vero che ho avuto molto da fare ultimamente, ma ciò non giustifica questo ritardo. Per fortuna è un romanzo storico che – sia per la storia sia per gli stili di scrittura – non si dimentica facilmente. Posso aver perso qualche dettaglio, ma, in fondo, questo post non è fatto per i dettagli. E comunque dovrò impormi qualche taglio, perché sennò vi costringerò a passare un’oretta su questa pagina… Veniamo alla storia: si tratta, come detto, di romanzo storico. Quindi sia i personaggi che gli eventi fanno parte della storia. Il prologo ci presenta Sir William Johnson, un irlandese emigrato nelle colonie inglesi del nuovo mondo: una persona che è diventata amica delle tribù indiane della Lunga Casa ed ha guidato un “esercito” di guerrieri indiani, alleati con gli inglesi, contro i francesi intorno al 1750. Ricevette l’incarico di sovrintendente agli Affari Indiani da parte del governo Inglese e si fece sempre ben volere dalle varie tribù. Il corpo del romanzo, però, coinvolge i suoi eredi e si svolge circa 20 anni dopo, nel periodo di guerra per l’indipendenza delle colonie americane. Guy Johnson, successore di Sir William nella carica […]

Ancora sulle favole

Riporto una notizia Ansa che mi fa molto piacere. Nel post “Favole al telefono (Gianni Rodari)…” avevo consigliato ai genitori di leggere le favole ai propri bimbi. Oltre alle fiabe classiche consigliavo di leggerne anche qualcuna di Rodari. La notizia ANSA parla, appunto, di uno studio della Boston School of Medicine sull potere benefico delle favole (aiuta i bambini a sviluppare più velocemente il linguaggio ed è un mezzo di forte scambio emotivo). Io ero convinto della bontà di leggere qualcosa ai ragazzi (insieme ai ragazzi) anche senza lo studio della Boston School, ma ora sono ancora più convinto. Ognuno, però, valuti per sé. Ecco la notizia ANSA: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-05-13_113230501.html

Il libro di Ebenezer Le Page (G. B. Edwards)

La storia di un uomo, della sua isola e dei suoi amori Prendete un vecchio, un po scorbutico – simpaticamente scorbutico. Diciamo che questo arzillo vecchietto abita (ed ha sempre abitato) nell’isola dove è nato, e che quindi ne conosce quasi tutti i segreti. Mettete poi che questa isola sia una piccola isola persa lungo la manica, vicino alla costa francese ma sotto il dominio inglese: l’isola di Guernsey (se la cercate, è fra le isole del canale, a nord della bretagna). Prendete questo vecchietto, magari con una pipa in bocca, mettetelo accanto ad un focolare in un pomeriggio piovoso, oppure dopo cena, accucciatevi ai suoi piedi e chiedetegli di raccontarvi la sua storia: otterrete il libro di Ebenezer Le Page. Si tratta di un romanzo, non di una storia vera, ma sicuramente riflette alcune esperienza vissute dall’autore (Gerald Basil Edwards) che nacque su quell’isola nel 1899. La storia che racconta il “vecchio” Ebenezer è una storia semplice, di un ragazzo, poi uomo, poi vecchio che ha amato la sua isola, i suoi amici, e Liza Queripel – unico vero amore  (sembra ricambiato, ma chissà?) della sua vita, anche se non ha dato luogo a nessun matrimonio o famiglia… L’autore ha scelto di far scrivere al protagonista la propria vita in forma di “diario”: il libro è diviso in tre parti (indicativamente giovinezza, maturità e vecchiaia) che corrispondono ai “tre quaderni” comprati da Ebenezer in vecchiaia e riempiti piano piano con la sua storia. L’elemento portante di tutto il racconto, […]

Favole al telefono (Gianni Rodari) – con illustrazioni di Francesco Altan

mini favole per tutti i gusti … Altro libro letto in questo periodo di assenza dal post. Ed altro libro per cui servono poche parole. Ma solo perché è un libro piccolo, come le favole che racconta. A voler essere sinceri, si potrebbero dire tante parole per ogni singola fiaba che Gianni Rodari ha scritto per questo libro, ma allora il post diverrebbe illeggibile. Un consiglio per i genitori di bambini piccoli: quando li portate a letto raccontate loro una favola. E se non avete fantasia o se avete raccontato a loro già tutti i classici, prendete questo libro (od altri libri) di Rodari e raccontate, una a sera, tutte le fiabe raccolte in esso. Le fiabe di Rodari escono – per certi versi – dagli schemi delle favole classiche: strade fatte di cioccolato, pianeti in cui tutto e commestibile, numeri ed operazioni che diventano persone vere, nasi che scappano dalla faccia del proprietario perché questo continua a ficcarci i diti, bambini che diventano invisibili ma si accorgono che l’invisibilità gli costringe ad essere soli, errori di grammatica ed ortografia che provocano catastrofi… Leggendo queste fiabe si nota un tema ricorrente di Rodari: l’amore che aveva per i bambini, amore che scaturiva nella voglia di lasciar loro un mondo migliore – mondo che anche loro possono e devono contribuire a costruire: nelle fiabe di Rodari sono proprio i bambini che fanno la figura migliore, rispetto ai grandi bacchettoni e paurosi. Il consiglio, quindi, ritorna: fatevi una scorta di libri di […]

L’universo e l’atomo (Angelo Mafrici)

Un po’ di fisica raccontata in modo semplice… Sì, lo ammetto, è da un po’ che non scrivo. E infatti mi ritrovo i commenti di 4 libri da “postare” su questo blog. Il libro che sto “recensendo” (se mi permettete di usare questo termine) in questo post non merita molto tempo: è per questo che parto da lui. Non che sia un brutto libro, anzi. Però non me al sento di spenderci troppe parole. Per farvi capire, almeno in parte, come mai l’ho comprato e letto devo confessarvi che la fisica e la matematica – come descrittori delle leggi naturali – mi affascinano: ho già letto libri che parlano di numeri primi, mi guardo volentieri programmi (e serie televisive) in cui c’è fisica e matematica, mi leggo saltuariamente articoli divulgativi di scienze. Ma non ho la capacità di trattare tali argomenti da esperto. L’Universo e l’atomo è un libro che affronta la fisica a livello base, raccontando un po’ di cose, appunto, sull’universo, l’atomo, la relatività speciale e generale, ma senza osare troppo. Riconosco che ci sono piccole imperfezioni e semplificazioni dovute, appunto, alla necessità di rimanere “leggeri”, ma che non danneggiano la lettura e, anzi, aiutano la comprensione. Purtroppo nel libro c’è anche qualche errore di gramamtica, forse dovuto ad una correzione di bozza troppo veloce ed un po’ trasandata. Ma anche in questo caso lettura e comprensione non ne risentono. Nel suo complesso il libro è una via di mezzo fra un testo per ragazzi ed una illustrazione […]

L’importanza di essere onesto (Oscar Wilde)

“The importance of being Earnest” Partiamo subito dal titolo di questa opera (o meglio, commedia) di Wilde. Probabilmente scrivo cose già risapute dai molti, ma per chi non lo sa “Earnest” è un gioco di parole fra “onesto” (qualità) ed “Ernesto” (nome di persona), gioco di parole non traducibile in italiano, ma che va tenuto in mente quando si legge (o si vede) la commedia perché altrimenti perde una parte della sua ironia. La commedia si svolge fra la residenza cittadina di Algernon Moncrieff e quella di campagna del suo amico John Worthing J. P. Entrambi sono giovanotti dell’alta società, ed entrambi hanno un piccolo “segreto” che provocherà qualche malinteso. Il primo ha un amico (immaginario) di nome Bunbury che è malaticcio e, proprio nei momenti meno opportuni (per gli altri) ha una ricaduta che fornisce la scusa necessaria ad Algernon per svicolarsi dell’impegno. Il secondo ha, invece, un fratello (immaginario) di nome Ernest che combina guai, gira il mondo e – praticamente – offre una ottima copertura a John per spostarsi, ogni tanto, dalla campagna alla città. Sì, perché quando John è in campagna, è John, mentre quando va in città diventa Ernest. La storia è di quelle semplici: John, nei panni di Ernest, si innamora di Gwendoleen – cugina di Algernon – amore osteggiato dalla madre di lei perché John/Ernest è un orfano (anche se cresciuto da una famiglia nobile) che non ha agganci in famiglie nobili di un certo livello… John è anche tutore di una giovane […]

Leggere Lolita a Teheran (Azar Nafisi)

Storia (vera) di una professoressa universitaria iraniana Raccontare ora, dopo aver lasciato sedimentare per qualche settimana questo libro, non è semplice. Non so perché la storia della professoressa Nafisi, nonostante mi sia piaciuta, mi ha impegnato per 6 mesi nella lettura: partivo, mi fermavo, riprendevo… E’ una storia vera, con nomi “falsi” (escluso alcuni) per proteggere le persone vere che fanno parte del racconto. E’ la storia di una professoressa che ha un ideale: sulla libertà, sulla letteratura, sui giovani. E’ una professoressa iraniana, che ora vive in America, che ha vissuto il cambiamento del regime di Khomeini: la rivoluzione (che – come tutte le rivoluzioni – coinvolge in modo particolare gli studenti universitari). Una professoressa che non andava molto a genio al regime, ma che non ha subito grosse conseguenze per le sue disobbedienze. Una professoressa, però, che ha anche saputo seguire i consigli di saggi amici ed abbassare un po’ la testa: non troppo, ma quanto basta per poter rimanere ad insegnare senza intaccare i suoi ideali. Azar racconta la sua vita passando attraverso alcuni autori del suo corso di letteratura (da Nabokov alla Austin, per citare solo due dei tanti autori indicati nel libro). Come se una serie di ricordi si fosse appiccicata ad un autore, ad un corso: la professoressa ci fa riviviere le arrabbiature, le sofferenze, la guerra raccontandole non solo in prima persona, ma anche grazie ai personaggi dei libri dei suoi corsi di letteratura. Ma non solo: la professoressa ci porta nel suo salotto, dove […]

Gesù : il grande rompi (Tonino Lasconi)

Una ulteriore chiave di lettura sul “personaggio Gesù” Questo post non lo scrivo come semplice lettore ma come catechista. E come catechista mi rivolgo ad altri catechisti ed agli adolescenti (per i quali è stato scritto il lbro). Ovviamente chiunque può leggere questo post ed anche commentarlo: chiedo solo un intelligente rispetto per chi scrive e per chi è interessato a leggere. L’autore lo conoscevo (letterariamente parlando): ho ripreso più volte elementi da suoi libri per preparare l’incontro di catechismo, così come ho consigliato a ragazzi e catechisti di tenersi in biblioteca alcune sue opere. E… no, non ci guadagno soldi (anzi: in ottica puramente materialista ce li rimetto perché spesso sono io a regalare questi libri ai ragazzi ed ai catechisti). Perché “il grande rompi”? Perché Gesù era così: uno che ha rotto le scatole a molti; dai sacerdoti agli scribi, dalle persone importanti a quelle più semplici. Dalla gente del suo tempo alla gente del nostro tempo. Come ci fa notare l’autore, ha iniziato a rompere le scatole già dalla nascità. Erode sente la sua posizione di re vacillare quando i magi gli annunciano che un Re è nato da quelle parti. Ma rompe ancora di più da adulto quando si pone in contrasto con gli scribi, i sacerdoti ed i farisei, quando prende in contropiede i discepoli con le sue parabole ed i suoi esempi – ricordate la reazione di molti quando dice “io sono il pane di vita, chi non mangia di questo pane…”? Ma, questo libro, con noi cosa […]

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