Noi marziani (Phil K. Dick)

Storie dell’altro mondo… Come dicevo in passati post Phil Dick mi affascina sempre più. Sarà per la sua capacità di far “empatizzare” il lettore con il protagonista, o forse per la forza con cui racconta il carattere dei personaggi, le loro angosce, le loro debolezze, i loro desideri. Il suolo marziano, su cui è ambientato il romanzo, è solo una scusa per indagare nell’animo schizofrenico dei protagonisti: l’aggiustatutto Jack Bohen (forse in fuga da una Terra troppo “affollata” e in cerca di minor “contatot fisico”) e l’autistico Manfred, le cui paure si perdono in un lontano futuro… Tutta la vicenda si svolge intorno a Manfred, un ragazzo autistico. Si ipotizza (ricordiamoci che il romanzo è stato scritto fra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70) che l’autismo sia una malattia che ha a che fare con lo scorrere del tempo per i soggetti affetti da tale malattia. Si pensa che rallentando adeguatamente lo scorrere della vita ordinaria il soggetto autistico riesca ad interagire con essa. Oppure accelerandola… Fatto sta che l’affarista Arnie Kott vorrebbe sfruttare le presunte doti di Manfred per accrescere il tuo potere: se potesse – attraverso Manfred – vedere nel futuro diverrebbe l’uomo più importante della colonia marziana. Ma nel futuro di Manfred c’è solo dolore, “putrio”, come dice continuamente lui, come scopriranno Jack e Arnie. Quali orribili visioni sconvolgono la mente di Manfred? Cosa lo porta ad isolarsi in tal modo dal mondo? Sarà veramente il futuro? E quanto nel futuro? Lo scopre, a […]

Un pensiero abbagliante – Niels Bohr e la fisica dei quanti (Graphic Novel by Jim Ottaviani, Leland Purvis)

La storia di Niels Bohr raccontata a fumetti. Avete presenti le teorie di relatività di Einstein, il principio di indeterminabilità di Heisenberg e tutta quella serie di cose della fisica moderna – soprattutto quantistica – che di solito resta un po’ indigesta a chi non è del settore? Ebbene: questo “fumetto” (o “romanzo grafico”, stando alle indicazioni sulla copertina) ripercorre molte di queste scoperte raccontando la vita di uno dei principali attori della scena scentifica di quel tempo: il fisico Niels Bohr. Si tratta di un trattato scentifico? No, assolutamente no, anche se parla di scienza e cerca di introdurre alcune teorie fisiche con un linguaggio “fresco” e leggero. Allora è un fumetto? Neppure, o almeno non nel senso più stretto, perché pur usando la tecnica dei fumetti non si limita ad una “storiella”. Credo la definizione migliore sia proprio “graphic novel”, così come è riportato in copertina. La storia è quella di Niels Bohr, fisico e matematico Danese, che ha contribuito ad elaborare le prime teorie sia sulla forma dell’atomo, sia sulla meccanica quantistica. Vengono raccontati, specialmente sulla quantistica, i “battibecchi” scentifici fra Bohr ed Einstein. Ma non sto a raccontarvi la storia di Bohr: se siete curiosi potete leggere questo articolo di wikipedia (o comprarvi il libro – o fare entrambe le cose…): http://it.wikipedia.org/wiki/Niels_Bohr Insomma: un “libro” leggero, molto gradevole alla lettura ma anche preciso nei fatti storici. A chi consiglio di leggerlo? A chi è appassionato di scenza ma non è un fisico né un matematico; ed anche a chi è […]

Mafalda – se fosse per me farei la pace (Quino)

Mi è capitato poche volte, come potrete vedere dai post vecchi, di scrivere qualcosa sui fumetti. Non perché non mi piacciano, ma perché raramente acquisto volumi o raccolte (non me la sento di scrivere qualcosa sui settimanali / mensili, preferisco mettermi a scrivere in occasioni particolari). Veniamo al fumetto: conoscevo Mafalda da tempo, ma solo per singole vignette o piccole strip trovate qua e là. Ho deciso di approfondire la conoscenza e quindi mi sono comprato la raccolta indicata nel titolo del post ed edita da Fabbri Editore già nel 2004… C’è qualcosa di particolare da dire sulla raccolta? No, non credo, escluso il fatto che è suddivisa in temi (“mondo malato”, per citare il primo tema). Mi ha fatto piacere trovare sia una mini-biografia di Quino, l’autore, che di Mafalda stessa – in forma di domanda e risposta. Vi chiederete: e come è andato l’incontro con Mafalda? Affascinante. Amo la spontaneità e l’irriverenza dei bambini e Mafalda fa di questi atteggiamenti un’arte (starebbe bene con Calvin & Hobbes di Bill Watterson). Quino è bravissimo a cogliere attimi e atteggiamenti dei grandi e a riportarli all’essenza – facendo notare le assurdità di cui spesso noi non ci accorgiamo. Insomma, una bella esperienza che probabilmente prolungherò acquistando altre raccolte. E un consiglio di lettura per tutti voi: quando vi capita di trovare un volume di fumetti di Mafalda, prendetelo in mano, iniziate  aleggerlo… e non potrete fare a meno di comprarlo, portarlo a casa e usarlo come specchio per riflettere qualche vostro piccolo […]

Tempo fuor di sesto (Phil K. Dick)

Un uomo del futuro che cerca la felicità nel passato, ma trova solo menzogne Ragle Gumm, il personaggio principale di questo splendido racconto di Dick, potrebbe essere un uomo felice. Ha una famiglia con cui vive (la sorella ed il cognato) che gli vogliono bene, dei vicini un po’ entranti ma in fondo simpatici, un nipote (figlio della sorella) vivace ed intelligente e si guadagna da vivere grazie ad un concorso a premi del giornale locale, concorso che vince costantemente. Ma non è felice, perché sente che manca qualcosa. Certo, potrebbe essere l’assenza di una moglie a renderlo insoddisfatto, ma secondo lui c’è qualcosa di più. Secondo lui il “tempo è fuor di sesto” (battuta tratta dall’amleto di Shakespire): c’è qualcosa che non quadra. Sembra un mondo troppo perfetto… Si insinuano i primi dubbi… Ragle pensa che si tratti di un qualcosa costruito apposta per lui, ma non riesce a rendersene conto. Potrebbe essere, diremmo noi, come il “Truman show”: la vita del protagonista sempre sotto i riflettori, in pasto a milioni di spettatori. Ma non è il caso di Ragle Gumm. Finché non succedono alcune cose: il nipote trova alcuni frammenti di scritte presso le vecchie rovine: Ragle va a controllare (sempre più insospettito) e vi trova un elenco telefonico ed una rivista che non quadrano con gli anni in cui stanno vivendo (immediato dopoguerra). Decide di fuggire una prima volta: riesce quasi a raggiungere una zona secondo lui non controllata, ma all’ultimo momento, dopo aver scoperto la sua immagine sul […]

Lavoratori di tutto il mondo, ridete (Moni Ovadia)

La storia dell’URSS raccontata a forza di storielle… Ho iniziato a conoscere Moni Ovadia da poco, e mi ha subito attirato con una certa simpatia. Ed ecco che ho comprato il suo ultimo libro: “Lavoratori di tutto il mondo, ridete”. Cosa racconta l’autore, ebreo di origine ungherese, in questo libro? In pratica fa un excursus sulla URSS dai primi esordi fino alla situazione attuale (o meglio: alla dissoluzione della URSS e alla rinascita di Russia e paesi limitrofi). Lo fa in due modi. Apre ogni capitolo raccontando un personaggio “fondamentale” o un elemento culturale del socialismo sovietico e lo accompagna, nella seconda parte, con storielle, motti, prese in giro raccolte in qua e là fra il popolo russo e dei Paesi limitrofi. Accompagna, cioè, ogni personaggio / situazione con le storielle che lo sdrammatizzavano. Per dare un’idea dei personaggi “trattati” si parte da Lenin, Stalin per arrivare a Breznev, Andropov, Cernenko e Elcin. E fra gli argomenti trattati si parla di ebrei russi, di alcolismo, di “disinformazione”, di KGB e tanto altro… L’idea mi sembra molto simpatica, anche perché le “storielle” sono uno dei fondamenti che ti fa conoscere più a fondo un popolo. E forse l’essere ebraico (popolo fra i più auto ironici) aiuta Moni a fare critica anche dei personaggi e delle situazioni che racconta, ed anche un po’ di autocritica sull’utopia sovietica e sul comunismo, di cui Moni è un fervente assertore. Ma non mi interessa, in questo post, appoggiare o criticare la visione politica di Ovadia, espressa chiaramente nell’introduzione. […]

La legge del bar e altre comiche (Francesco Guccini)

Storie di vita da bar del Guccini cantautore… Mi sono già imbattuto (e mi sono innamorato) di un cantante-scrittore: Vecchioni. Ma in quel caso si tratta di un professore di scuola superiore che fa “anche” il cantante. Anche del Guccini avevo sentito dire bene come scrittore, ma ancora non avevo “sperimentato”. E così mi è capitato di trovare il libricino che da il titolo al post fra gli scaffali di una libreria. Quello che mi ha subito colpito è la copertina: Andrea Pazienza ha disegnato una caricatura di Francesco-sceriffo dalla faccia sfigata circondato da loschi figuri. L’immagine, come altre contenute nel libro, sono omaggi di vari personaggi (fra cui, ad esempio, anche Altan e Bonvi). Cosa ci racconta Guccini? Le storie sono aneddoti, racconti, esperienze di vita vissuta quasi tutte autobiografiche. E lo fa con quello stile che caratterizza anche le sue canzoni, tanto che mentre leggi ti sembra di sentire la sua voce sorniona sottolineare le righe che si stanno leggendo. Già la premessa di Guido de Maria ti carica di allegria, ma appena si arriva alla prima storia (il farfa sgalbedrato) – o, comunque, mentre si prosegue con la lettura di altri racconti – si rischia di sbellicarsi dalle risate. Per invogliarvi vi racconto solo la storia del “farfa”, anche perché ho riconosciuto in essa alcune delle dinamiche “da bar” (o meglio, da circolino) di quando, ragazzino, ammiravo gli “anziani” del paese giocare a carte. Capita, in tutti i bar del mondo, che amici si ritrovino per giocare a carte. E […]

Manoscritto trovato a Saragozza (Jan Potocki)

Tante storie che si intrecciano per diventare la storia di un uomo Finalmente ho finito di leggere questa opera di Potocki. E forse ho capito cosa mi rallentava tanto: il fatto di aver comprato l’edizione integrale mi induceva, per ogni giornata, a leggere anche le varianti dell’autore. A metà libro, però, ho deciso di leggere la versione base e ricorrere alle note solo quando mi incuriosivano o era necessario. Sì perché l’edizione integrale, curata da René Raddrizzani, riporta per ogni “giornata” (ogni  capitolo) le varie differenze trovate su altri manoscritti o versioni del racconto. In alcuni casi (fortunatamente pochi) intere sezioni del racconto sono state scambiate fra più giornate col risultato che, se si legge la versione alternativa, si torna ndietro o si va avanti di molte giornate, e ci si capisce ancora meno. Ma veniamo alla storia (senza svelare nessun “segreto dei Gomelez” né il finale). Di per se la storia è molto semplice: un giovane di buona famiglia (di sangue Gomelez da parte di madre) viene inviato in Spagna per seguire le orme del padre e diventare guardia Vallona. Decide di prendere la strada più “brutta” (ma anche la più corta), lungo una vallata che si dice infestata di spiriti, e da quel momento iniziano ad accadergli cose molto strane. Inizialmente incontra – in modo alquanto misterioso – 2 ragazze che dicono di essere sue cugine, sempre dal lato Gomelez ma di fede musulmana (mentre il cavaliere è di fede cristiana). Lui non crede molto alle faccende di spiriti, ma […]

Ciclo della “Guida galattica per autostoppisti” (Douglas Adams)

Un uomo che perde la casa ed il pianeta dove vive, ma riesce a viaggiare in tutto l’universo. Iniziamo subito col dire che i libri che io faccio rientrare nel “ciclo” della “guida galattica” sono 4 (elencati in ordine cronologico): “Guida galattica per autostoppisti”, “Ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’Universo e tutto quanto” e “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Esiste un quinto libro, “Il salmone del dubbio” che a volte viene fatto rientrare nel ciclo, ma che io non ho letto. Inoltre – secondo me – la storia si “chiude” bene col quarto libro… Se, però, mi verrà voglia di leggere anche il “Salmone” allora ve ne renderò conto. Fra i 4, però, solo il primo e l’ultimo li considero “vicini” sia per stile che per il filo della storia. “Addio, e grazie per tutto il pesce” porta ad una bella chiusura della vita di Arthur Dent, ed anche se ci sono richiami agli altri 2 romanzi il primo e l’ultimo posso essere letti a sé stanti. Lo stile, soprattutto gli elementi surreali che Adams include in tutti i libri, sembrano un po’ forzatamente esagerati nel secondo e nel terzo libro, mentre nel primo e nel quarto fanno da cornice alla storia, sollevando un po’ il lettore dalle “verità” che l’autore racconta nei suoi romanzi. Quali sono queste “verità” così scomode? Per indicarle devo raccontarvi la storia del libro. Non un riassunto, ma le cause per cui arriveremo (anzi, partiremo) alla distruione della terra, o perché essa sia stata creata da abili artigiani costruttori di pianeti. Chi, […]

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