Le mille e una morte (Jack London)

Le mille e una morte (Jack London)

Dopo aver scoperto, molto tempo addietro, Jack London con il suo Martin Eden (e no, non ho ancora letto Zanna Bianca…), l’ho ritrovato un paio di mesi fa in una palestra, in uno scaffale dedicato al Bookcrossing (quando si dice allenare il corpo E la mente). Incuriosito, ho portato a casa questo volumetto per scoprire, poi, che si tratta di una raccolta distribuita con l’Unità molto tempo fa. Per chi è molto giovane, l’Unità era l’organo di stampa del vecchio Partito Comunista (poi – dopo alcuni passaggi – diventato Partito Democratico), finché non è fallito per poi tornare in edicola nel 2023 (a cura di un editore privato). In questi giorni corrono voci che il PD voglia riportare l’Unità in casa… forse… chissà. Insomma, quasi un fortuito ritrovamento archeologico. Un piccolo riassunto delle caratteristiche dell’opera (redatto con l’aiuto di Gemini): Editore: Nuova Iniziativa Editoriale SpA (l’Unità) in collaborazione con Edizioni Theoria Collana: I libri de l’Unità. Illusioni & Fantasmi, volume numero 04 Anno di pubblicazione: Luglio 1994 (precisamente è uscito in edicola il 27 luglio 1994, come supplemento al numero 174 del quotidiano) Traduzione e cura: La traduzione di questa specifica edizione è firmata da un grandissimo nome della traduzione italiana, Ottavio Fatica (lo stesso che anni dopo ha ritradotto Il Signore degli Anelli e Moby Dick). E’ una raccolta di 9 racconti che affrontano temi fra il macabro e il soprannaturale, ma con una veste “scientifica” (mi spiego meglio dopo). Ad una prima impressione (ed ovviamente con tutti i […]

Martin Eden (Jack London)

Storia di un giovane che si mette a studiare per scoprire la vita ma che non ne rimane soddisfatto… Iniziamo subito col dire che ho avuto dubbi se mantenere ancora questo blog. Jack London fa dire a Martin Eden “Sì, le persone che non sanno scrivere scrivono troppo sulle persone che scrivono” (capitolo 32). E’ forse uno sfogo dell’autore stesso sui vari recensori e opinionisti che non hanno abbastanza spunto per scrivere qualcosa di successo e si “divertono” a stroncare gli altri (almeno è quello che ho capito dal romanzo). Insomma: io non so scrivere – me la cavicchio (non scrivo troppe castronerie) ma non sarò mai in grado di scrivere come Jack London o Hemingway o Joyce o i tanti altri autori con cui ho arricchito la mia biblioteca. Mi domandavo, quindi, se fosse opportuno continuare a scrivere. Ho risposto di sì giustificandomi col fatto che le mie non sono recensioni vere e proprie ma piuttosto un tentativo di coltivare una passione per i libri. Ma andiamo al libro. Un giovane, Martin Eden, appena maggiorenne, vive facendo svariati lavori. Quello che lui preferisce è il marinaio: gli permette di viaggiare per il mondo e di mettersi da parte piccoli gruzzoli che gli consentono di stare qualche settimana sulla terra ferma quando finisce un viaggio. Una sera è invitato a cena da una famiglia borghese: ha salvato Arthur da una rissa e lui – d’accordo coi genitori, il fratello e la sorella – per ringraziarlo lo invita in casa sua. […]

Questo blog si serve di cookie tecnici per l'erogazione dei servizi e ospita cookie di profilazione di terze parti, utilizzati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Se vuoi saperne di più a riguardo, compreso come cancellarli e/o bloccarli, accedi alla pagina Cookie Policy per visionare l'informativa completa, altrimenti clicca su "OK" per accettarli esplicitamente. Se prosegui nella navigazione sul sito acconsenti tacitamente al loro uso. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi