Manituana (Wu Ming)
Storia di un popolo che se ne va e di un altro che viene. E’ strano: aspettavo Manituana da tempo. L’ho letto quasi tutto d’un fiato. Eppure ci ho messo quasi 2 mesi per decidermi a scrivere questo post. Ma non perché il romanzo non ne valga la pena (anzi: è uno degli ultimi che più mi è piaciuto). E’ vero che ho avuto molto da fare ultimamente, ma ciò non giustifica questo ritardo. Per fortuna è un romanzo storico che – sia per la storia sia per gli stili di scrittura – non si dimentica facilmente. Posso aver perso qualche dettaglio, ma, in fondo, questo post non è fatto per i dettagli. E comunque dovrò impormi qualche taglio, perché sennò vi costringerò a passare un’oretta su questa pagina… Veniamo alla storia: si tratta, come detto, di romanzo storico. Quindi sia i personaggi che gli eventi fanno parte della storia. Il prologo ci presenta Sir William Johnson, un irlandese emigrato nelle colonie inglesi del nuovo mondo: una persona che è diventata amica delle tribù indiane della Lunga Casa ed ha guidato un “esercito” di guerrieri indiani, alleati con gli inglesi, contro i francesi intorno al 1750. Ricevette l’incarico di sovrintendente agli Affari Indiani da parte del governo Inglese e si fece sempre ben volere dalle varie tribù. Il corpo del romanzo, però, coinvolge i suoi eredi e si svolge circa 20 anni dopo, nel periodo di guerra per l’indipendenza delle colonie americane. Guy Johnson, successore di Sir William nella carica […]