Ciclo della “Guida galattica per autostoppisti” (Douglas Adams)
Un uomo che perde la casa ed il pianeta dove vive, ma riesce a viaggiare in tutto l’universo. Iniziamo subito col dire che i libri che io faccio rientrare nel “ciclo” della “guida galattica” sono 4 (elencati in ordine cronologico): “Guida galattica per autostoppisti”, “Ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’Universo e tutto quanto” e “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Esiste un quinto libro, “Il salmone del dubbio” che a volte viene fatto rientrare nel ciclo, ma che io non ho letto. Inoltre – secondo me – la storia si “chiude” bene col quarto libro… Se, però, mi verrà voglia di leggere anche il “Salmone” allora ve ne renderò conto. Fra i 4, però, solo il primo e l’ultimo li considero “vicini” sia per stile che per il filo della storia. “Addio, e grazie per tutto il pesce” porta ad una bella chiusura della vita di Arthur Dent, ed anche se ci sono richiami agli altri 2 romanzi il primo e l’ultimo posso essere letti a sé stanti. Lo stile, soprattutto gli elementi surreali che Adams include in tutti i libri, sembrano un po’ forzatamente esagerati nel secondo e nel terzo libro, mentre nel primo e nel quarto fanno da cornice alla storia, sollevando un po’ il lettore dalle “verità” che l’autore racconta nei suoi romanzi. Quali sono queste “verità” così scomode? Per indicarle devo raccontarvi la storia del libro. Non un riassunto, ma le cause per cui arriveremo (anzi, partiremo) alla distruione della terra, o perché essa sia stata creata da abili artigiani costruttori di pianeti. Chi, […]