I fantasmi di Sherlock (Massimo Polidoro)

I fantasmi di Sherlock (Massimo Polidoro)

E se lo spirito di Conan Doyle tornasse fra di noi ad ispirare nuovi autori per nuove gesta del famoso detective nato dalla sua penna? Magari lo spirito letterario è tornato – o forse non si è mai sopito: in questi giorni ho visto due libri che riprendono (senza scimmiottare o copiare), estendono, accompagnano le gesta del famoso detective. In questo articolo mi concentrerò su nuove avventure (ideate da Polidoro) per il vecchio investigatore. In un futuro articolo tratterò anche la sorella minore di Holmes, Enola, ma solo ed esclusivamente dopo aver letto il libro (chi mi segue dall’inizio lo sa che la mia regola è “prima si legge, poi si commenta”) – appena pubblico l’articolo, troverete qui il link. Massimo Polidoro (wiki, sito), grande appassionato delle avventure di Sherlock Holmes, nonché solerte sostenitore delle sue tecniche investigative, ha provato ad afferrare l’essenza di scrittore di Doyle e l’ha declinata su un piano “scivoloso”: quel paranormale che per Sherlock era finzione ed inganno mentre per Doyle era realtà e (una superiore) verità. Occorre qui trattare subito questa dicotomia. Doyle fu un fervente spiritista, soprattutto dopo la morte del figlio durante la seconda guerra mondiale. Ma anche prima di questa tragedia aveva iniziato ad interessarsi di veggenti, contattisti, medium. Aveva persino stretto amicizia con Houdini (che costantemente gli confessava che i suoi erano trucchi, ma Sir Arthur si rifiutava di accettare questa cosa). La cosa buffa è che nonostante queste sue idee, mantenne Holmes estremamente razionale, sempre legato alla realtà dei […]

Da bruco a farfalla

Da bruco a farfalla

Mio babbo vive nella campagna fiorentina. E tutt’ora coltiva un piccolo orto. Agli inizi di agosto, mentre davo una mano, ho notato un bruco che si stava voracemente pappando il prezzemolo. Di colore verde, grosso, grasso, con puntini di un arancione fluo sulla schiena, ha attirato la mia attenzione. La sua sorte era in bilico: anche se mio babbo non gli avrebbe fatto male, sarebbe stato spostato lontano, in un prato, dove avrebbe trovato poco di cui nutrirsi (ho scoperto dopo che la dieta tipica di quel bruco è prezzemolo e finocchietto) e sarebbe stato facile preda di qualche uccello affamato. Decidiamo (io, moglie e figlia) di portarlo a casa e provare a nutrirlo. Grazie al cellulare e all’AI scopro che si tratta di un “macaone“, una farfalla bella e colorata. L’idea è tenere il bruco fino alla trasformazione in farfalla. Qualche informazione da Wikipedia, qualche suggerimento dall’AI, ed iniziamo a prenderci cura di lui. Anzi, di “lei”: quando diventa farfalla si riconosce (ventre più massiccio) che è una femmina. E mia figlia le ha dato il nome “Polly”. Non abbiamo molte speranze, ma a quanto pare la natura è più forte della nostra inettitudine: il bruco diventa una crisalide, nasce la farfalla e vola via libera, verso un prato fiorito. Ho provato a documentare la cosa sfruttando due vecchi cellulari (uno per le riprese video, uno per foto in time-lapse). Due fotocamere diverse = colori non proprio allineati, con viraggi più caldi su uno e più freddi sull’altro. Ho […]

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