Martin Eden (Jack London)
Storia di un giovane che si mette a studiare per scoprire la vita ma che non ne rimane soddisfatto… Iniziamo subito col dire che ho avuto dubbi se mantenere ancora questo blog. Jack London fa dire a Martin Eden “Sì, le persone che non sanno scrivere scrivono troppo sulle persone che scrivono” (capitolo 32). E’ forse uno sfogo dell’autore stesso sui vari recensori e opinionisti che non hanno abbastanza spunto per scrivere qualcosa di successo e si “divertono” a stroncare gli altri (almeno è quello che ho capito dal romanzo). Insomma: io non so scrivere – me la cavicchio (non scrivo troppe castronerie) ma non sarò mai in grado di scrivere come Jack London o Hemingway o Joyce o i tanti altri autori con cui ho arricchito la mia biblioteca. Mi domandavo, quindi, se fosse opportuno continuare a scrivere. Ho risposto di sì giustificandomi col fatto che le mie non sono recensioni vere e proprie ma piuttosto un tentativo di coltivare una passione per i libri. Ma andiamo al libro. Un giovane, Martin Eden, appena maggiorenne, vive facendo svariati lavori. Quello che lui preferisce è il marinaio: gli permette di viaggiare per il mondo e di mettersi da parte piccoli gruzzoli che gli consentono di stare qualche settimana sulla terra ferma quando finisce un viaggio. Una sera è invitato a cena da una famiglia borghese: ha salvato Arthur da una rissa e lui – d’accordo coi genitori, il fratello e la sorella – per ringraziarlo lo invita in casa sua. […]